About the exhibition.

A volte, nel parlato quotidiano, non ci accorgiamo di quanta differenza ci sia tra il concetto di “sensualità” e di “sessualità”. Nell’arte contemporanea, questa distinzione, al contrario, è molto chiara. Attraverso l’analisi della produzione di cinque diversi artisti ci accorgiamo di come queste siano utilizzate e sfruttate in modo diverso, come sessualità e sensualità possano, ad esempio, diventare lo specchio dei drammi più profondi dell’artista o il riflesso di un preciso contesto storico e sociale. In entrambi i casi, però, rappresentano per noi la medesima cosa: una testimonianza di fondamentale importanza, una traccia dell’evoluzione del sentimento contemporaneo.

Carol Rama

Torino, Italia, 1918 - 2015

Se nel caso dei grandi artisti della Pop Art abbiamo opere caratterizzate da una bellezza armonica
e da piacevolezza compositiva, con questa artista, proto-femminista, i tratti distintivi delle rappresentazioni, si modificano.
Nata e cresciuta in Italia, precisamente a Torino, si pose sempre a livello artistico in netto contrasto con quelli
che erano i canoni ormai standardizzati della società nella quale viveva. Proprio per questo motivo,
visse sulla sua stessa pelle l’azione di censura ad opera del regime fascista, che condannò la sua produzione artistica per oscenità.
Carol Rama stava inventando e sperimentando un suo proprio linguaggio, incentrato su una nuova visione dell’universo femminile.
I corpi da lei dipinti erano violente e feroci rappresentazioni dei suoi sentimenti e delle sue esperienze di vita.
La sessualità mostrata, talvolta non piacevole ad un primo sguardo,
nascondeva drammi e traumi dalla natura estremamente profonda: facevano riferimento al suo precario equilibrio psicologico,
continuamente e violentemente danneggiato dal sentimento di repulsione che la società nella quale viveva provava nei suoi confronti.
Attraverso le sue opere, cambierà per sempre il modo di fare arte e anticiperà ciò che le artiste femministe svilupperanno
negli anni delle lotte per l’uguaglianza di genere, gli anni Ottanta.

Dorina

1940

Dorina

1945

Dorina

1946

Dorina.

Serie "acquerelli", anni Trenta - secondo dopoguerra

In quest’opera, Carol Rama ci propone una figura femminile nuda, deforme, violentata.
La crudezza dell’opera rappresenta il suo stesso punto di forza,
è ciò che rende “Dorina” un quadro dall’immensa forza comunicativa e dall’estrema potenza emotiva.
La sua tecnica e la sua pittura, come il soggetto e la situazione ritratta, rappresentano la vera rivoluzione:
sono una precisa presa di posizione contro le convenzioni di una società patriarcale.
La rappresentazione di una sessualità così esplicita, talvolta disturbata, diventa uno strumento di lotta, sociale così come politica.

Carol Rama

Torino, 1918 - 2015

Se nel caso dei grandi artisti della Pop Art abbiamo opere caratterizzate da una bellezza armonica e da piacevolezza compositiva, con questa artista, proto-femminista, i tratti distintivi delle rappresentazioni si modificano. Nata e cresciuta in Italia, precisamente a Torino, si pose sempre, a livello artistico, in netto contrasto con quelli che erano i canoni ormai standardizzati della società nella quale viveva. Proprio per questo motivo, visse sulla sua stessa pelle l’azione di censura ad opera del regime fascista, che condannò la sua produzione artistica per oscenità. Carol Rama stava inventando e sperimentando un suo proprio linguaggio, incentrato su una nuova visione dell’universo femminile. I corpi da lei dipinti erano violente e feroci rappresentazioni dei suoi sentimenti e delle sue esperienze di vita. La sessualità mostrata, talvolta non piacevole ad un primo sguardo, nascondeva drammi e traumi dalla natura estremamente profonda: facevano riferimento al suo precario equilibrio psicologico, continuamente e violentemente danneggiato dal sentimento di repulsione che la società nella quale viveva provava nei suoi confronti. Attraverso le sue opere, cambierà per sempre il modo di fare arte e anticiperà ciò che le artiste femministe svilupperanno negli anni delle lotte per l’uguaglianza di genere, gli anni Ottanta.

Dorina

1940

Dorina

1945

Dorina

1946

Dorina.

Serie "acquerelli", anni Trenta - secondo dopoguerra

In quest’opera, Carol Rama ci propone una figura femminile nuda, deforme, violentata.
La crudezza dell’opera rappresenta il suo stesso punto di forza,
è ciò che rende “Dorina” un quadro dall’immensa forza comunicativa e dall’estrema potenza emotiva.
La sua tecnica e la sua pittura, come il soggetto e la situazione ritratta, rappresentano la vera rivoluzione:
sono una precisa presa di posizione contro le convenzioni di una società patriarcale.
La rappresentazione di una sessualità così esplicita, talvolta disturbata, diventa uno strumento di lotta, sociale così come politica.