Mostra personale del Maestro

Gino Berardi

Pineto (Te) 26 Luglio - 01 Agosto 2015 

 

Gino Berardi, nei cinquanta anni di carriera artistica, ha consolidato il suo fare pittorico conducendo la sua ricerca verso un’evoluzione di pensiero materico.

La sua vicenda artistica si storicizza partendo dall’imprimere sulla tela le impressioni paesaggistiche. Oggi, questo fare pittorico è riconducibile all’impressionismo: sia per la scelta della gamma cromatica, sia per la pennellata leggera e per la rappresentazione sola ed esclusiva della realtà sensibile. Ma, Gino Berardi, quando si trovava con i suoi pennelli e le sue tele, nel rappresentare le marine, le colline o le vette abruzzesi, non sapeva di utilizzare delle modalità e tecniche impressioniste: la forza della creazione artistica era del tutto inconscia. Il racconto dell’impressione di particolari paesaggi, in determinati momenti stagionali, portano il segno della bellezza, della grandezza di Madre Natura. Sono paesaggi visti con gli occhi interiori del Maestro Gino Berardi. La specificità di questo linguaggio pittorico, sta nell’uso e nella modulazione della luce e del colore, nonché gli elementi costitutivi della visione realistica. La pratica del disegno è ridotta al minimo, per poter cogliere tutti gli aspetti di fresca leggerezza e immediatezza degli effetti luminosistici. La realtà impressionista di Gino Berardi ha analogie con la fotografia: sigilla sulla tela un preciso attimo, regalando a quell’istante la condizione di eternità.

Con questi presupposti artistici, la ricerca del Maestro Gino Berardi ha come approdo l’informale materico. Una personale dimensione e trattazione del colore, reso nella sua componente non solo gestuale, ma anche tangibile. La scelta dell’informale non è stata meditata: pur mantenendo l’importanza dell’elemento colore, questo viene utilizzato con modalità e fini differenti. L’apice di questa parabola artistica sta nella concretizzazione materica del segno, che non è solamente gestualità informale e liberazione delle proprie energie interiori. La dicotomia, trattata da Gino Berardi, richiama un antico postulato della filosofia platonica: l’interazione tra materia e forma. Il primo termine fa riferimento al magma primordiale della creazione, il secondo, invece, elabora la materia per la generazione di manifestazioni superiori. Cosi, nelle ultime opere dell’artista, emergono, prepotenti dalla tela, tracce materiali che conferiscono tridimensionalità e plasticismo.

La sperimentazione del Maestro Gino Berardi elabora, ora, tutti gli aspetti e le possibilità dell’informale, lasciando la strada aperta ad altre modalità di creazione artistica.

Valeria Fatato

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