Eccentricità

sperimentazioni del moderno

 

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 “L’esposizione propone un’alternativa all’arte di proseguimento e di riformulazione delle Avanguardie storiche. Policentrismo, appunto eccentricità: accordi di un nuovo spartito delle tendenze artistiche attuali. Tecniche. Materiali. Colore. Un personalissimo modus operandi, divenuto il marchio caratterizzante di ogni singolo artista.

In mostra sono presenti Maestri d’Arte che, attraverso l’evoluzione del loro pensiero creativo, sperimentano e tracciano nuovi sentieri artistici. I giovani esordienti, con curiosità, invece, imboccano le tangenti alternative del contemporaneo. Una rassegna dinamica, colorata, mutevole, appassionata che vuole essere l’esempio della concretizzazione della manualità plasmata attraverso il pensiero creativo. ECCENTRICITÁ, per il fruitore, è un sussidio per indagare e comprendere le innovazioni che l’arte sta perseguendo”.

Per il periodo d’esposizione (19 luglio 2015- 20 settembre 2015) sarà realizzato un calendario di eventi che concorreranno alla promozione della suddetta mostra.

Artisti in mostra: Lino Alviani, Andrea Arminio, Gino Berardi, Concetta Daidone, Vincenzo Di Fiore, Marco Fattori, Giuseppe Liberati, Simone Marcoccia, Violetta Mastrodonato, Vilma Santarelli, Marcello Specchio. 

Valeria Fatato 

Note critiche 

Lino Alviani, con la serie dei “Giardini improbabili” presenta un mondo rinnovato ma ideale. Un linguaggio poetico orchestrato, dove nulla è lasciato al caso. Ogni giardino è l’espressione della sua dimensione mistica interiore, che smuove il nostro vissuto e le nostre memorie.

Andrea Arminio indaga sugli aspetti comunicativi e gestuali del segno. Le sue immagini insolite, astratte hanno significati ideologici che, attraverso la gestualità coloristica, definisce dettagli di una continua evoluzione.

Gino Berardi un viaggio artistico dall’impressionismo all’astratto. Un naturalismo figurativo, l’arcadia regionale, che cede il passo alla sperimentazione che porta alla maturazione della sua personale concezione informale. Predomina in quest’ultima una gestualità colorata, materica. Tracce ritmiche.

Concetta Daidone con un linguaggio marcato dal cromatismo trasposto sulla tela con una gestualità densa e materica. Sentimentalismo attuale espresso con contrasti tonali studiati ed equilibrati.

Vincenzo Di Fiore. Pittura di anima. Tratta i simboli del reale, i cosiddetti idoli, con un surrealismo poetico, in cui tutto diventa un’allegoria della giostra chiamata vita.

Marco Fattori che attraverso le tecniche del ready-made e del collage, fonde elementi di uso comune per suscitare nella mente del fruitore antiche testimonianze di esperienze lontane. Opere che sono tracce di un indefinito altrove.

Giuseppe Liberati. Ceramista. Dalla potenza dei quattro elementi, terra, aria, acqua e fuoco, trae il motivo della sua creazione artistica, lavorando la ceramica con perizia tecnica e progettualità di pensiero creativo.

Simone Marcoccia indaga ogni aspetto del cromatismo. Dalle modulazioni del bianco e nero, ombre del reale, fino allo studio della giustapposizione e frammentazione dei colori.

Violetta Mastrodonato predilige l’aspetto materico e simbolico. Nelle sue opere la materia pulsa di vita in modo così dirompente che va a toccare le corde del lirismo poetico, un informale iconico, che attraverso la simbologia racconta la storia del contemporaneo.

L’eco-design di Claudio Pantana attua la trasformazione del sé, intesa come modificazione concettuale e fisica della materia in disuso. Il momento creativo concorre alla restituzione di una nuova vita

L’arte povera di Massimo Perrotta vuole ricreare un’espressione originale e naturale attraverso un alfabeto creativo costituito da materiali grezzi, inusuali e di recupero. Rinuncia all’estetismo per l’essenza della materia soggetta allo scorrere del tempo.

L’astratto cromatico di Vilma Santarelli fatto di vibrazioni luminose e concettualismo. Una precisa costruzione di pensiero resa attraverso una determinata scelta coloristica, che diventa il colore della sua anima.

Marcello Specchio e la sua figurazione del femminile riportata in due momenti diversi della sua produzione. Un segno semplificato, essenziale, leggero con cui tratta la figurazione nella concezione più spirituale ed intima. Sospeso tra reale e onirico aiutato dalla leggerezza mutevole e cangiante del colore.

 Valeria Fatato 

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